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“Dopo tre crociati uno si fa delle domande…”

Sofia Goggia mentre scia

Milano Cortina 2026. È tornata a vincere alle Olimpiadi Sofia Goggia, ha subìto invece un grave infortunio “la rivale” Lindsey Vonn, rientro alle olimpiadi anche per Federica Brignone, dopo l’infortunio ad Aprile 2025 che le ha imposto un lungo stop.
Un passo indietro.


Sofia Goggia era già tornata a vincere gare internazionali nel Dicembre del 2024, l’aveva fatto pochi mesi dopo il grave infortunio (frattura tibia e malleolo) subìto a Febbraio 2024. 
“Dopo tre crociati uno si fa delle domande…” - Sofia Goggia intervistata da Aldo Grasso per il Corriere della sera al festival dello Sport 

Ancora Sofia Goggia
"Ho avuto 9 operazioni, il dolore mi ha sempre accompagnata. “ -
ha affermato ancora la Goggia nella stessa intervista.


Quando si parla di infortuni parliamo sempre di lesioni, fratture, traumi acuti, muscolari, ossei, ma anche psicologici - oggi proveremo a osservare e analizzare questo complesso vissuto degli atleti proprio da quest’ultima prospettiva : la dimensione psicologica dell'infortunio.
A prescindere dal tipo di sport un infortunio è sempre:

  • interruzione dell’identità atletica
  • perdita di ruolo
  • paura di non recuperare
  • frustrazione e contatto con il senso di impotenza

A qualsiasi punto della sua carriera uno sportivo o una sportiva si trovino, un infortunio obbliga a pensare al tempo in modo diverso. Il tempo prima dell’infortunio, così scandito dagli allenamenti, improvvisamente rallenta, obbliga a differenti prospettive di riflessione, obbliga ad un livello di sintonizzazione con il proprio corpo trafitto dalla frustrazione di non poter controllare il processo di recupero come si misura una prestazione, obbliga a momenti di dialogo interno prima inesplorati.
Si può dire inoltre che la guarigione psicologica non coincide sempre con quella biologica. Un atleta può aver recuperato da una distorsione o una frattura, ma mentalmente non sentirsi pronto alla competizione, questo può divenire un segreto che l’atleta custodisce, un pensiero nascosto - che può far paura, un pensiero che se l’atleta è supportato da un professionista può respirare, emergere, essere elaborato.

Anche la fase del post- infortunio e il ritorno alle gare è una fase estremamente delicata da un punto di vista psicologico.
Esiste perfino un termine tecnico: kinesiophobia, che indica appunto una risposta fobica di fronte al rientro al movimento dopo un trauma.

Ancora attraverso le dichiarazioni di Sofia Goggia possiamo concludere, affacciandoci solo un attimo ad un altro concetto complesso e intrecciato alla sfida che è attraversare un infortunio: l’ambizione di essere un’atleta vincente.

“Io ho capito negli anni che l’ambizione di essere un’atleta vincente, al top, mi aveva portato a curare tutti i dettagli della performance sportiva, ma, fondamentalmente, mi ero dimenticata di Sofia. Scendere a compromessi non fa per me, ma allo stesso quella mentalità molto competitiva andrà sicuramente smussata, perchè la vita non è sempre una gara al cancelletto..”
Sofia Goggia in - I'm Coming Home - documentario firmato Red Bull che segue tre campioni degli sport invernali - Sofia Goggia, Dorothea Wierer e Dominik Paris
Elena Conforti

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